Affermazione o domanda.

Sono BR1, appassionato di tecnologia, informatica, calcio e di tante altre cose.
Lavoro da anni nel settore  IT (Information Technology)
e mi occupo prevalentemente di storage.
parolealvento.it nasce con l’idea di mettere a disposizione degli altri le mie esperienze di vita, di utilizzo di alcuni prodotti nel quotidiano, di condividere alcune informazioni serie o buffe, di “evolversi” con il passare del tempo.
Il mio intento è quello di raccontare/recensire/ecc in un modo diverso dal solito, magari in maniera meno formale di altri siti, ma non per questo meno tecnico così da poter condividere il mio Know-how con potenzialmente tutta la “rete” .

PUNTO DI VISTA “STRAMBO”

Qualche anno fa ( 2011 ), una canzone dello Zecchino d’Oro intitolata “Un punto di vista strambo”, mi aveva colpito oltre per la musica anche per alcune parole del testo. In particolar modo le seguenti :

“Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista”

Appartenendo al mondo dell’informatica mi scontro spesso con la realtà che non è sempre bianca o nera, giusta o sbagliata, ecc.

A volte penso che il bello e il brutto delle persone sia il fatto che il vissuto ti porti a essere quello che sei e che di conseguenza ti porti a vedere la vita in modo differente rispetto ad altri.

Nella vita ho usato l’espressione “lanciare un sasso in uno stagno” per dire che il discorso fatto / le parole usate,  non erano state ascoltate e che erano cadute a picco, ma un giorno incappai per sbaglio in una citazione che non conoscevo :

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia (1973)

Per scegliere il nome del sito, ci misi un po’ di tempo. Non nascondo che avevo fatto un elenco di  nomi  che erano ben diversi da questo, ma rileggendoli portavano sempre a “me”, al mio io . Decisi allora di trovare un nome originale dalle diverse interpretazioni. Se ci fermassimo solo al suo significato semantico :

PARLARE AL VENTO

loc.v.

CO
parlare a vuoto, senza essere ascoltati

Potremmo dire che il sito è nato per non essere letto per non suscitare nulla. Se invece interpretiamo il nome da “un punto di vista strambo” allora posso affermare che il sito è nato con lo scopo di raggiungere tutti e quale miglior “trasporto”  può trovare la voce se non il vento …