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21 Apr 2026 | Lost in the stars

«oh là, se ghe n’è una sciura che cammina!»

(…) Si dice che per una sciura fare la spesa possa essere un’uscita di gala: non è raro vederla con guanti di pelle anche all’Esselunga, come se fosse al Louvre. (…)

Così la mattina avrei potuto incontrarla da Viel, al Biffi o dai Cioccolati Italiani , il pomeriggio in Piazza Aulenti, in Galleria Vittorio Emanuele o al Teatro alla Scala, nel quartiere Brera o Porta Venezia, nelle passerelle di Prada e Gucci agli eventi mondani… la sera a un vernissage o a cena in un ristorante elegante.

Invece l’ho incontrata dai parrucchieri sotto casa mia.

L’ho incontrata in tutta la sua compostezza e portamento distinto della Milano bene: elegante, altezzoso e con un’aria di raffinata sicurezza.

L’ho incontrata in tutta la sua compostezza e portamento distinto della Milano bene: elegante, altezzoso e con un’aria di raffinata sicurezza.

Scarpe a mezzo tacco, borsa coordinata, cappotto pastello, spilla animalier; trucco raffinato, l’immancabile rossetto, l’atteggiamento composto, i gesti delicati, il sorriso benevolo e fiero, la postura eretta come una scultura, ciglia lunghe e occhiali da sole oversize. (…) 

Era l immagine perfetta SciuraStyle milanese, era alle prese con uno smartphone ultima generazione.

In preparazione di chissà quale evento, si era fatta montare una exstension ai capelli, si era fatta ristrutturare le unghie intonandovi ciglia, guanti e chioma.

«Che signora chic!»

Ma poi questa signora dovette pagare e dovette parlare … e un marcato accento meridionale condì un italiano stanard, piatto e basico. 

Era tutta qui la sciura, era tutta una exstended version.         

Si era estesa scolasticamente per tutta la penisola, dai Peloritani alle Alpi, dall’isola di Cariddi al quartiere Isola, si era estesa in capelli unghie ciglia, occhiali, dettagli, trucco, gestiualità, altezzosità, postura, fierezza, sorriso, raffinatezza, compostezza, sicurezza … e poi quell’accento meridionale, provinciale, coloniale, quella marcata cadenza locale che non aveva fatto in tempo, pora stella, ad aggiustare, a lavare in Arno magari con un autotune, un corso di dizione, un software meneghino che le desse il giusto prestiglio e glamour e la mostrasse meno succedanea, ilota e vassalla. Ne, in questo, potevano aiutarla i suoi (i miei) parrucchieri che non si chiamavano certp Vergotti, Bugatti o Gregotti, bensì Hu, Zhang, Wang … ed erano, seppur bravissimi, tra i più economici della Città Metropolitana di Milano.

 

Origini ed etimologia della parola “sciura”:

Nel dialetto milanese, la parola sciura ha radici antiche e nobili. In origine, ‘sciura’ deriva dal termine maschile ‘sciur’, che equivale a ‘signor’ o ‘messere’.

Questo appellativo, a sua volta, richiama il latino senior, utilizzato per indicare la persona anziana e autorevole in famiglia.

Nel milanese tradizionale ‘sciura’ significa semplicemente ‘signora’ ed era utilizzato per rivolgersi in modo garbato a donne di una certa età e posizione sociale.Nel corso dei secoli questo termine ha conservato il suo significato di base, ma ha assunto anche sfumature di prestigio e stile.

Così, nel vocabolario popolare meneghino la parola ‘sciura’ è diventata sinonimo di nobildonna milanese o di donna facoltosa, legata all’alta borghesia. Non a caso veniva spesso usata nel contesto delle famiglie agiate del centro storico di Milano, dove una ‘sciura‘ poteva essere la moglie di un industriale, di un banchiere o di un esponente della nobiltà. In dialetto lombardo la distinzione era netta:dire ‘sciura’ a Milano equivaleva a chiamare ‘signora’ con un tocco di rispettosa eleganza locale.

Con il passare del tempo, tuttavia, il termine si è evoluto e oggi si usa anche semplicemente per una donna adulta ed elegante, senza necessariamente sottolineare la sua ricchezza o titolo nobiliare. Questo sviluppo riflette un cambiamento culturale: la figura della sciura si identifica con l’idea di raffinatezza e compostezza tipiche della Milano ‘bene’ ma anche come termine d’uso comune, quasi un vezzeggiativo affettuoso.

Così, nelle conversazioni formali ‘sciura’ rimane un modo gentile di rivolgersi a una donna, come ‘signora’, nel linguaggio informale o ironico evoca immediatamente immagini di donna matura elegante, altezzosa, con i capelli ben pettinati e un’aria di raffinata sicurezza.

È questa a ambivalenza, tra rispetto e stereotipo, che rende il termine così interessante: una

parola che è entrata nell’immaginario collettivo milanese consfumature sia ammirate sia un po’ beffarde.

Insomma, la figura della sciura riflette un mix di tradizione e moda: un’immagine di classe che persiste nonostante i cambiamenti della società.

Dagli anni ’60 in poi, le sciure hanno adottato capi classici e intramontabili: tailleur sartoriali, abitini neri (‘little black dress’), cappotti lunghi in cashmere, gonne a ruota e tagli dalla silhouette anni Cinquanta.

Sulle spalle portano sciarpe di Loro Piana o Hermès, mentre i piedi sono coperti da décolleté con un mezzo tacco di media altezza, adatte a lunghe camminate in città.

Non mancano gli accessori cult: occhiali da sole oversize di marca, guanti coordinati, cappellini classici e una piccola borsa di pelle abbinata.Anche i colori parlano chiaro: predominano sfumature delicate come beige, tortora, rosa polvere, ma non mancaun tocco di fantasia, per esempio con un dettaglio animalier su un accessorio.

Oltre all’abbigliamento, ciò che distingue la sciura è il suo carattere. Spesso incarna i valori della Milano tradizionale: rispetto delle buone maniere, educazione, riservatezza.

Pur godendosi il lusso, raramente ostenta: il suo atteggiamento è composto, con una punta di snobismo garbato tipico dell’alta borghesia.

Nel tempo libero legge libri di storia dell’arte o riviste di moda, è spesso attenta alle cause benefiche e continua a curare le tradizioni familiari. Insomma, vive nella Milano più autentica e colta:una dama milanese in tutto e per tutto, che porta avanti con fierezza l’orgoglio della sua città.

Negli ultimi anni la sciura è diventata una vera icona anche nella cultura pop e sui social network.

Blog e Instagram hanno dedicato pagine intere alle signore milanesi dallo stile impeccabile: per esempio ‘Sciuragram’ raccoglie migliaia di foto di donne mature in abiti eleganti che sfilano per le strade della città. Allo stesso tempo, studi di moda e giornalisti hanno iniziato a parlare della ‘sciura glem’ come di un fenomeno sociale: dalle passerelle di Prada e Gucci agli eventi mondani, il look sciura ha ispirato collezioni e fotografi.

https://www.ueilamilano.com/sciura-in-milanese