“ … Stasira sont in vena / De fà el sentimental / La nòtt l’è inscì serena / Ma mi me senti mal …”
facce pallide, smunte, lazzariate dai manifesti elettorali: nessuno ha ricoperto le sembianze dei candidati passati, e ora rispuntano come fantasmi di epoche remote. Gli “Spazi non assegnati” le “Case dove non abita nessuno”, piattaforme di tolla implose tra sole e tempeste. Piattaforme web, videocanali: case liquide per candidati liquidi, cangianti, stagionali.
Sui marciapiedi abitavano le edicole, di notte peep-show ma di giorno notizie, cd, libri in offerta, biglietti del tram, una stupida collezione di balocchi … ed un giornale aperto sulla pagina dei films…
Cinema d’essai, cine a luci rosse cine-teatri, ora italian food: languide salsicce pendulano dove Fabrizio voltava le sue carte, Laurie librava il suo tape-bow violin e Marianne scioglieva le briglie ai suoi cavalli, magari stagionati un po’, ma pur sempre selvaggi.
Fenesta ca lucive e mo’ non luce https: ci abitava un amore, tossico, ma pur sempre amore, Fenesta ca lucive e mo’ non luce: ci abitava un pittore, quello della casa mia: – i tuoi quadri sono più grandi della casa mia– dicevo, e le notti passavano parlando e bevendo, con la sua campagna cantante, con gli amici a volte, col sole ridotto ad appendice della notte -questa è The House of the Rising Sun – dicevo – ora “ A Casa da Mariquinnas” casomai.
E poi i Centri Sociali, le taverne, le biglietterie, le librerie, le case editrici, le case del disco, le case occupate mai assegnate, i trastulli delle Varesine, le balere e le sale da ballo ambigue e retrò fin dalla nascita… il cavalcavia dei Rom – e tu ci passi di notte? – – certo! E che alternativa ho? restare a casa?
Vedi qui le strade che un tempo erano state pece e sassi e il vociare della gente copriva il silenzio …
e le bancarelle del vino sempre meglio di quello dei cartoni e La clinica delle Bambole e l’Officina delle macchine perse e la Parrucchiera Signora Silvana ora Glam Nails System la Casa della Pasta e la Casa del Popolo e l’asfalto ferito da papaveri rossi e fiori gialli: ognunu d’iddi nun voli sbucciari / se prima nun si rapi stu barcuni….
Ma il balcone non si apre: Nessuno tornerà nella casa dove non abita nessuno. Pianti, vagiti, risate, musiche, vite mediocri o vite grandiose: abitanti di case ormai vuote, di case dove non abita nessuno.
‘Nostalgia de Milan’ di Giovanni D’Anzi e Alfredo Bracchi (1939) – Milly
‘Poster’ di Claudio Baglioni e Antonio Coggio (1975) Claudio Baglioni
‘Fenesta ca lucive’ di Giulio Genoino e Vincenzo Bellini (1842) – Giuni Russo
‘A casa da Mariquinhas’ di Alfredo Marceneiro e João Silva Tavares (1960) – Gisela Joao
‘Baia senza vento’ di Ivano fossati (1989) – Fiorella Mannoia
‘…E vui durmiti ancora! ‘ di Giovanni Formisano e Gaetano Emanuel Calì (1910 / 1927) – VinzDerosa
‘House Where Nobody Lives’ (1999) – Brano di Tom Waits
